09 Lug 2015

Oliva taggiasca: una storia di sapore lunga secoli

Oliva taggiasca: una storia di sapore lunga secoli

 

La storia dell'oliva taggiasca è intimamente legata alla riviera ligure di ponente. A diffondere la coltivazione dell'olivo nell'imperiese e a edificare i primi terrazzamenti sulle colline furono i frati benedettini, che tra la fine del VII e gli inizi del VIII secolo si insediarono nella valle Argentina e costruirono il loro convento a Taggia.

L'olivo di varietà taggiasca, che da quel piccolo borgo ligure prende il nome, nasce dagli innesti che i monaci realizzarono unendo le piante di ulivo selvatico autoctono alle "marze" portate con sé da Cassino. La pianta, particolarmente grande e robusta, ha fronde spioventi e un tronco molto contorto. Può raggiungere i quindici metri di altezza e produrre frutti per più di 600 anni.

La sua tradizionale area di coltivazione si estende dalla valle di Albenga al principato di Monaco e si spinge nell'entroterra imperiese fino a una quota di circa 700 metri. Le valli della riviera ligure di ponente, disposte ad anfiteatro sul mare e ben soleggiate, sono naturalmente protette dal clima alpino e da quello semicontinentale della pianura padana e godono di un clima temperato dalla brezza marina.

Le condizioni microclimatiche, unite alle particolari caratteristiche geomorfologiche del territorio, hanno permesso a questa varietà di olivo di assumere nei secoli caratteristiche di gran pregio, tali da consentire la produzione di olive di qualità superiore.

L'oliva taggiasca è piccola e affusolata, ha polpa ricca e consistente e si distingue per il suo sapore fruttato, leggero e delicato. Scura e grinzosa, ha colori che variano dal verde al nero attraverso sfumature di marrone, e vanta straordinarie proprietà organolettiche.

Si tratta di una varietà rara e preziosa: da un ettaro di uliveto si ricavano di norma venti quintali di olive taggiasche, a fronte dei sessanta/cento quintali prodotti da ulivi di altre varietà.

Nell'entroterra imperiese, sulle terrazze delimitate dai muretti a secco che si arrampicano sui versanti impervi, la raccolta avviene ancora in gran parte a mano. Le olive vengono raccolte sia per cascola (caduta naturale) sia per scrollatura (scuotendo la pianta).

In passato, per l'occasione, giungeva manodopera da tutti i borghi della zona e dalle vicine montagne. Alle donne spettava il compito di raccogliere i frutti caduti a terra e riporli nei "cavagni", canestri nel dialetto locale. L'"abbacchiamento" competeva invece agli uomini. Attrezzati con lunghi bastoni, chiamati "trappe", essi scuotevano fisicamente i rami degli ulivi, per far cadere più frutti possibile sulle stuoie sottostanti.

L'olio extravergine di oliva di cultivar taggiasca è tra i più fini al mondo. Si presenta di colore giallo-verde, ha aroma dolce e gusto piacevolmente fruttato e aromatico. Nel 1997 ha ottenuto il riconoscimento a marchio DOP (denominazione di origine protetta), che ha circoscritto la sua zona di produzione alla provincia di Imperia. Conosciuto con il nome "Riviera Ligure DOP", si differenzia dagli altri oli per un tasso di acidità molto ridotto e rappresenta un ingrediente fondamentale nella dieta mediterranea.

Le olive taggiasche si conservano anche in salamoia o sottolio. Sono ottime da servire come antipasto, sia intere sia come paté, e possono essere usate come condimento per primi e secondi piatti. 

Spedizione 24/48 H

AuGusto - Spedizione in 24/48 ore

Reso Facile

AuGusto - Reso Facile

Consegna Gratuita*

IN TUTTA ITALIA
* per gli ordini sopra i 69 €

Pagamenti Sicuri

AuGusto - Pagamenti Sicuri

Bonifico 

Contrassegno

^

Augusto usa i cookies per il login, la navigazione e altre funzioni di tracciamento. Accetta o scorri la pagina per consentire i cookies.